Jim Carrey esiste o non esiste?
Le due facce della fama - il risveglio spirituale di Jim Carrey
Non credo che gli esseri umani imparino nulla senza disperazione. La disperazione è un ingrediente necessario per imparare qualcosa o per creare qualsiasi cosa. Punto. Se arrivati a un certo punto non si è disperati, non è interessante.
Se qualcuno dovesse chiedersi perché porto Jim Carrey e la sua storia sul canale?
La risposto è presto detta. Jim Carrey è il raro caso di risveglio spirituale in questo bislacco nostro mondo, ancora più raro e potente perché avvenuto all’interno degli schemi sociali e della decadenza dell’occidente. Un vero calcio nelle palle a tutto ciò a cui ci dicono di aspirare e diventare.
Ma ora senza indugio, andiamo a incominciare
Gli elementi di questa storia sono: la scintillante Hollywood con i suoi miliardi di dollari e il potere ammaliante di fama e ricchezza, un uomo che indossando decine di maschere ha visto la sua identità diluirsi come una lacrima di sangue in un mare di niente, ed in fine la solita scomposta reazione di un mondo che forse non vuole o forse non riesce neanche solo a tentare di immaginare oltre.

James Eugene Carrey nasce a Newmarket una cittadina non distante da Toronto, Canada.
È il quarto figlio in una famiglia del ceto medio, il padre aveva abbandonato le sue aspirazioni da musicista per mantenere la famiglia con un lavoro d’ufficio, mentre la madre, anche lei aspirante cantante, aveva abbandonato i suoi sogni di una carriera artistica.
Attorno alla figura della madre, Kathleen Oram Carrey, il piccolo Jim inizia a mettere, mattoncino su mattoncino, le basi della sua struttura artistica.
Kathleen era sempre malata, depressa, prendeva vagonate di antidolorifici dai quali divenne dipendente, proprio nei tentativi di far ridere la madre risiede la scintilla della comicità di Jim Carrey.

Non so se tutti avete presente la sensazione, ma quando facendo o dicendo qualcosa si suscita il sorriso di colui a cui vogliamo bene, è un qualcosa di indescrivibile, è una di quelle esperienze trascendentali, tutto il petto si riempie di un calore rassicurante, e sai che anche quella persona sta provando quel calore in petto. Sono sensazioni che durante l’infanzia ci arrivano come uno tzunami, spazzano tutto il male ed il buio, fanno tabula rasa e ci danno modo di costruire il nostro personale pezzo di mondo, ma da qui a diventare un clown è un attimo, quella bella sensazione si trasforma in una condanna.. quando cresci e diventi un good boy, un ragazzo simpatico, inizi a renderti conto che la gente che ti circonda, non solo non si aspetta altro da te, ma ride -come in automatico- a tutto ciò che dici. È forse questo uno dei motivi per il quale molti, se non tutti, i grandi comici, in età adulta nella vita privata diventano persone introverse e malinconiche.
E così Jim Imbastiva teatrini e spettacoli, prima per la mamma e poi per gli ospiti. Casa Carrey era spesso frequentata da amici di famiglia perchè, a detta della stesso Jim, suo padre Percy era un good Boy, un bravo ragazzo, un uomo simpatico con una sua verve energica, uno di quelle persone che ti va di andare a trovare. Uno di quei papà che, con un sorriso, è capace di mantenere un clima di speranza anche durante la disperazione. Poichè Jim e i suoi non se la passavano bene, specie quando Percy perse il lavoro e poi la casa, e la famiglia tutta fu obbligata a trascorrere un periodo vivendo in un furgone, un vecchio Volkswagen parcheggiato nel giardino di amici nei sobborghi di Toronto.
A 16 anni Jim lascia la scuola per dedicarsi alla carriera da comico e a 17, nel 1979, si trasferisce a Los Angeles, qui muove i primi passi nel cabaret e tenta audizioni e provini. Sono anni difficili, il ragazzo introverso di Toronto è una formica nella spietata L.A. Quasi ogni sera prende la Mulholland Drive, una lunghissima strada che scorrendo sul crinale delle Santa Monica Mountains, sovrasta tutta la vallata di Los Angeles, si ferma nel punto più panoramico e guardando L.A. in tutta la sua vorticosa grandezza, Jim apre le braccia al cielo e, pensando a tutto ciò che vorrebbe dalla vita (fama, successo, essere apprezzato, essere amato), proietta su di se una sorta di immenso imbuto, dove entra tutto ciò che vuole, tutto ciò che quell’enorme città gli può offrire, e immagina così di ricevere quella spropositata abbondanza su se stesso.
Jim Carrey viene man mano notato, e inizia i primi ruoli nel cinema e piccole apparizioni in Tv. E nel 1990 scrive un assegno, postdatato di 5 anni, per un importo di 10 milioni di dollari a se stesso, un assegno che metterà nel portafogli e porterà sempre con se.
Perché sottolineo queste due cose? secondo le leggi di una ipotetica realtà soggetta alla nostre proiezioni mentali, Jim Carrey avrebbe messo in moto meccanismi che hanno attivato le leggi di manifestazione ed attrazione. Parliamo di tecniche che sono alla base dei meccanismi delle teorie di PsicoMagia di Alejandro Jodorowsky, del funzionamento dei sigilli magici e che sono anche molto comuni ai libri scemi di auto-aiuto.

Lo stesso Jim Carrey dirà di aver dimenticato di avere quell’assegno in tasca, e di sicuro non ci credeva ormai più, visto che dal 90 in poi non riesce ad avere altri ruoli in Tv e tanto meno ad emergere come attore cinematografico. È ormai quasi il ‘94, e di certo non è né ricco e nè famoso, quando in quello stesso anno… BAM!! gira come protagonista:
Ace Ventura - The Mask - Scemo & più scemo.
E nel 1995 Batman Forever, nel ruolo dell’Enigmista, e poi di nuovo come protagonista Ace Ventura 2- Missione Africa.
Alla fine del ‘95 l’assegno di 10 milioni di dollari è abbondantemente incassabile.
Nel 1996 gira Il Rompiscatole, e nel 97 Bugiardo bugiardo, un blockbuster in cui interpreta un avvocato costretto a dire sempre e solo la verità, con questa pellicola, e con un compenso di 20 milioni di dollari, Jim Carrey diventa l’attore comico più pagato nella storia del cinema.
Ma Jim non è solo questo, non è solo un comico, è stanco della sindrome del clown, ogni premier, presentazione, in ogni sua apparizione, tutti si aspettano che faccia ridere; e che non solo, sul grande e piccolo schermo, ma anche nella vita sia ciò per cui è stato pagato.. il buffone.
Da qui Carrey inizierà a selezionare sceneggiature, più impegnate, alcuni dicono per mettersi alla prova, ma il suo talento non necessitava di prove.

Dopo aver indossato tante maschere, Jim vuole scrollarsi di dosso la maschera che Hollywood gli ha affibbiato e con queste premesse ci porta sullo schermo uno dei più grandi capolavori del cinema anni ‘90, ma forse di tutti i tempi… dal soggetto di Andrew Niccol con la direzione di Peter Weir: The Truman Show. Jim Carrey interpreta Truman, l’ignaro protagonista di una show televisivo con diffusione mondiale. Fin dall’infanzia, mentre vive la sua vita, è seguito senza saperlo dalle telecamere di una produzione miliardaria che ricostruisce in tutto e per tutto una città. Madre, moglie, parenti ed amici sono attori, il mare che circonda la piccola isola sulla quale sorge la città è finto, i fenomeni atmosferici sono finti, il cielo è finto, il sole e la luna sono finti… il film si apre a diversi concetti filosofici, mette in dubbio la realtà e parla di perdita d’identità.
Per molta gente, è dopo questo film che Jim Carrey è iniziato a cambiare, ma in realtà subito dopo The Truman Show è seguito Man on the Moon, uno dei film -almeno in Italia- meno conosciuti di Jim. Una pellicola che parla di un comico che interpretando i suoi personaggi al limite dell’assurdo prende in giro il mondo, tra l’altro la vera storia di Andy Kaufman, un talento del piccolo schermo USA degli anni 70, purtroppo morto a soli 35 anni per un cancro ai polmoni. Un uomo che aveva talmente mischiato vita vera e palcoscenico da lasciare dubbi anche sulla sua stessa morte, facendoci chiedere se sia stata vera o l’ennesima burla di Kaufman.
È da qui in poi che Jim cambierà. Siamo ai 2000, ed è sempre uno dei più quotati attori Americani, viene scritturato in produzioni milionarie, ma è da qui che inizierà questo suo processo di dissociazione. Sembra che Jim Carrey non sia più disposto ad essere l’allegro buffone che era prima, così da quel momento in poi, sui red carpet e sui palchi delle premiazioni inizierà, prima a prendere per il culo, poi a condannare aspramente Hollywood e le fondamenta della nostra vita consumistica e pressapochista; arrivando, senza giri di parole, a dire che dietro lo show business e i cardini della nostra società ci sia un piano ed una organizzazione segreta che lo starebbe compiendo.
Solo ora -oggi- possiamo renderci conto che è tutto iniziato lì. Ma per Hollywood Jim è un pilastro, e nel 2003, sotto la regia di Tom Shadyac, interpreta Una settimana da Dio, con un incasso di circa mezzo miliardo di dollari.

Segue nel 2004 "Eternal Sunshine of the Spotless Mind", letteralmente l’Eterno splendore della mente candida che però, non si sà per quale oscura, incomprensibile, immondizievole ragione verrà portato nelle sale cinematografiche italiane col titolo “Se mi lasci ti cancello”. Una trama difficile da raccontare a parole, una storia d’amore, lui è interpretato da Jim Carrey e lei da Kate Winslet, i due si lasciano e, prima lei poi lui, ricorrono ad una procedura per la cancellazione dei ricordi, ma Joel -appunto Jim Carrey- all’ultimo momento cercherà di tirarsi indietro, intaccando così il processo di cancellazione mentale. Il film è introspettivo, intere sequenze sono proiezioni mentali, il tutto ci restituisce le sfumature più dolorose dell’amore di coppia e di una rottura tra innamorati. Il personaggio di Jim è intenso e sofferente, e ad oggi sappiamo che Jim Carrey, durante le riprese, era veramente clinicamente depresso. Lo stesso regista, per garantirsi un ottimo livello di recitazione, chiederà a Jim di non curare la sua condizione, e restare depresso per tutto il tempo delle riprese.
Jim Carrey è considerato ancora in piena ascesa, ma negli anni successivi appare sempre meno, vuoi perché considerato un attore accessibile solo ad enormi budget e vuoi perché sarà lui stesso ad essere molto selettivo nella scelta dei film da interpretare.
La storia di Puff Diddy di questi ultimi giorni ci insegna che, anche ad Hollywood, puoi cercare di nascondere ciò che il pubblico non dovrebbe sapere, ma se la cosa è grossa… alla fine esce sempre fuori tutto.
Non sto dicendo che su Jim Carrey ci sia stato un qualcosa che come uno scandalo è emerso tutto d’un colpo, erano ormai più di 10 anni che l’attore di Ace Ventura era ora, non voglio dire diverso, ma più sfaccettato, aveva affrontato le voci sulla sua depressione l’uso di stupefacenti, ma era tutto più o meno negli standard della follia da super star, fin quando arriva il 2015 e, la bellissima Cathriona White la sua fidanzata da ormai tre anni, con la quale si era lasciato da pochissimi giorni, muore suicida per overdose da farmaci. Quel 29 settembre, oltre alle pillole, viene ritrovato accanto al corpo di Cathriona una lettera indirizzata a Jim
ero una persona felice, amavo la vita, ero sicura di me e mi sentivo bene nella mia pelle ed ero orgogliosa della maggior parte delle decisioni che avevo preso. Ti ho incontrato, mi hai fatto conoscere la cocaina, le prostitute, l'abuso mentale e la malattia. Hai fatto del bene per me ma stare con te mi ha distrutto come persona, Jim. Mi era stato promesso Jekyll e invece ho avuto Hyde… per 5 di quei 5 anni hai assorbito tutto ciò che di valore era in me, e poi mi hai buttato via…
Certo per Jim è un duro colpo, e per la gente di Hollywood e la sua pretenziosa narrazione del bene e del male, è l’occasione perfetta per prendere le distanze dalle stranezze di Jim Carrey. Se non lo sapete è tradizione americana ridimensionare, fino a demolire le persone e personalità che li hanno fatto tanto sognare e che, fino al giorno prima, erano nei loro cuori.
Così Jim Carrey non è più un moderno Siddharta che, per capire se stesso e la natura umana, ha dovuto guadagnare Soldi e fama per poi scoprirne l’effimera natura, ma è soltanto un tossico che va a prostitute, l’ennesimo porco vizioso che non rappresenta più il sogno americano.

Quasi tutte le tradizioni ascetiche e le filosofie che parlano di illuminazione contemplano la perdita dell’io come processo di elevazione spirituale.
il Buddhismo enfatizza il concetto dell’ANATTA (ovvero il non-io) e il raggiungimento dell'illuminazione attraverso la comprensione della natura illusoria del sè e il distacco da desideri e attaccamento alle cose materiali.
Nel Taoismo, l'idea di wu wei, o "non azione", implica una sorta di abbandono dell'ego e delle ambizioni personali per armonizzarsi con il Tao, la via naturale dell'universo.
Nella filosofia vedica e nello yoga, si parla di moksha, la liberazione dal ciclo di nascita e morte, che si ottiene attraverso la realizzazione dell'unità con Brahman, trascendendo l'illusione dell'io.
E per non farci mancare niente e per una sorta di par condicio religiosa, citerò anche il Sufismo, Il misticismo islamico, il quale insegna che l'amore divino e l'illuminazione si raggiungono attraverso la perdita dell'ego e l'annullamento del sé (fana) in Dio.
e perchè no… il misticismo cristiano, rappresentato bene da figure come San Giovanni della Croce e Santa Teresa d'Avila, che ci parlano di un'unione con Dio che richiede la negazione del sé e la purificazione dell'anima.
Per le persone “normali”, ma anche per soggetti più intuitivi, l’esperienza della vita, la percezione di noi come individui nel mondo materico è forte. Conoscete Osho, ebbene Osho è stato un santone indiano che più di tutti si interfacciato al mondo e alle persone occidentali, ha messo appunto le meditazioni catartiche, in cui urli, ti agiti tipo cramping, perché sosteneva che il nostro background da occidentali rappresentava un grosso ostacolo al raggiungimento di stati dell’essere che possono raggiungere i monaci tibetani che iniziano le pratiche meditative già da bambini. Jim Carrey, la maschera umana, avrebbe fatto qualcosa di simile, annullando la sua identità nelle identità di personaggi frutto della creatività di artisti e sceneggiatori.
Io sono io, e sono sempre stato io, cioè lo sono ormai da un bel pò di tempo, poi però mi esercito e divento Truman, Joel, l’investigatore Ventura, Stanley Ipkiss e poi faccio Andy Kaufman (che tra l’altro, è un personaggio reale non-inventato, e sembra assomigliarmi così tanto), quando torno a essere Jim, mi accorgo di non essere Jim, mi rendo conto che l’identità di Jim è riposta in cose materiali che, per loro natura effimera, potrebbero sparire e con esse sparirei anche io, anzi no, sparirebbe Jim, e allora io chi sono? chi c’è dietro la mia maschera?
Per quanto già siamo arrivati a concetti intriganti, qui siamo sul canale Occhi di Brace, ed è mio dovere andare oltre.
Esiste in rete una strana teoria su Jim Carrey, cioè … ce ne sono diverse, me c’è ne una che, è una scemenza, ma ci dà uno spunto interessante, uno spunto coerente col filo narrativo che porto avanti su questo canale.
JCCU, ovvero Jim Carrey Cinematic Universe,
la astrusa teoria sostiene che tutti i personaggi iconici di Jim Carrey parlano, raccontano di un'unica persona
la teoria è davvero improbabile e, per chi volesse leggerla per intero può trovarla nel Blog l’occhio di Fufilla, link in descrizione
in breve direbbe che i film più conosciuti, dieci film più rappresntativi di Jim Carrey sarebbero interconnessi, e traccerebbero la metamorfosi di un singolo personaggio, a partire da un umile autista di limousine, Lloyd Christmas in "Scemo e più scemo", attraverso le fasi di Stanley Ipkiss, Ace Ventura, Chip Douglas, Joel Barish, Truman Burbank, Fletcher Reede, il Grinch, Carl Allen e infine Ebenezer Scrooge. Ogni trasformazione è segnata da cambiamenti di professione, personalità e circostanze di vita, ma collegati attraverso gli effetti duraturi di una maschera mistica e del nome ricorrente "Max". E anche intrigante la figura di una sorta di gregario di questo personaggio che, in questo Cinematic Universe, prende inizialmente la forma di Milo, il cane di Ipkiss in the Mask, e poi torna come il furgone Mutts Cutts di Scemo + Scemo, per diventare il figlio di Fletcher Reede in Bugiardo bugiardo. eee È divertente come teoria ma totalmente folle, specie se vuole sottendere che dietro la scrittura di questi film ci sia stata un unica figura, una persona che avrebbe strutturato tutto questo inganno, non si sa perchè e non si sa per come.

Ma seguitemi un attimo, quegli involontari meccanismi di manifestazione attuati dal giovane Jim e la sua successiva presa di coscienza lo hanno reso spiritualmente molto forte, molto molto forte, come l’asceta di una antica cultura mistica, non voglio dire come Gustavo Rol, ma capace di influire , in una certa qual maniera, con la realtà del nostro mondo, e in maniera del tutto inconscia avrebbe piegato le leggi dello spazio tempo per, non lo so, portarci un messaggio, o semplicemente come conseguenza di un potentissimo rilascio energetico, di un energia sconosciuta in una realtà sconosciuta, che però sottintende e interferisce con la nostra realtà fatta di leggi fisiche. Capite che intendo? Jim Carrey avrebbe, dal 94 iniziato ad interpretare la manifestazione della sua stessa rivelazione, la presa di coscienza a cui forse giungerà -non lo so- nel 2034, e che ha modificato la realtà a partire da 40 anni prima… lo so è un pò ostico come concetto, ma diventa molto più semplice se consideriamo tutto ciò al di là delle leggi naturali che sorreggono la realtà. Come l’autore di una sceneggiatura, che il giorno prima di consegnare il lavoro, ha una buona idea e già dopo aver scritto il finale, modifica alcuni elementi della narrazione, se noi siamo coloro che hanno in mano la sceneggiatura, proprio intesa come il faldone di fogli, non c’è nulla di strano, anzi. Ma se noi fossimo il personaggio che vive la sequenza di fatti che la storia narra, allora, si… ci sarebbe qualcosa che sfuggirebbe alla nostra comprensione, a me non sfugge.
APPUNTI e NOTE
"Se mi lasci ti cancello", il titolo della versione italiana, è fuorviante. Quello originale "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (Eterno splendore della mente candida) è un verso del poema epistolare "Eloisa to Abelard" (1717) del poeta inglese Alexander Pope. Molti ignari spettatori italiani, considerando anche i protagonisti (in particolare il "comico" Jim Carrey), si aspettavano una commedia, invece la pellicola è drammatica e malinconica. Nel film comunque sono citati altri versi dell'autore britannico Alexander Pope. Il poema "Eloisa to Abelard" era già stato utilizzato nella precedente sceneggiatura di Charlie Kaufman "Essere John Malkovich".
La lettera lasciata da Cathriona White a Jim Carrey, trovata accanto al suo corpo senza vita.
Una nota scritta dall'ex fidanzata di Jim Carrey accusa l'attore di "averle rovinato la vita".
"Non hai pensato allo stigma con cui dovrò convivere per il resto della mia vita, non ti sei scusato o chiesto una volta se c'è qualcosa che puoi fare per migliorare la situazione o non ti sei nemmeno sentito male per questo. O anche solo chiesto come mi sento a riguardo. Invece hai urlato un sacco e hai riversato la cosa su di me. Ti sei mai seduto una volta e hai pensato davvero a come questo mi colpisce? Ti amo ancora e credevo che tu avessi mandato quel messaggio perché ci tenevi a me. Stavo per dire al mio avvocato che non volevo andare oltre quando ho capito che avevi cambiato avvocato e ti era stato consigliato di mandarmi un messaggio. Non veniva affatto da te, probabilmente mi odi e stai dicendo tutto ciò che è necessario. La cosa giusta da fare, qual è? Penso che stare zitto e in privato quando vorrei urlare dai tetti sia una cosa giusta da fare. Sai cosa voglio e non ha niente a che fare con i soldi.
Non ho preso un avvocato per prendere i tuoi soldi e probabilmente finirò nei guai per averti mandato un messaggio. Sono sicuro che lo userai contro di me, ma volevo dirlo questo giovedì. Qualunque cosa decidano di fare gli avvocati non mi interessa. Questo è ciò che voglio, mi hai trasmesso l'HSV e l'HPV, voglio che ti scusi perché ci tieni abbastanza. Voglio che tu capisca che per quanto piccola possa sembrare una cosa, rovina la vita di una ragazza. Voglio che tu stia attenta quando sei con altre ragazze e presti attenzione al tuo corpo, le tue azioni influenzano le persone.
Non voglio essere mancato di rispetto come hai fatto tu. Prima di te forse non avevo molto ma avevo rispetto, ero una persona felice, amavo la vita, ero sicuro di me e mi sentivo bene nella mia pelle ed ero orgoglioso della maggior parte delle decisioni che prendevo. Ti ho incontrato, mi hai fatto conoscere la cocaina, le prostitute, l'abuso mentale e la malattia. Hai fatto del bene per me ma stare con te mi ha distrutto come persona, Jim. Mi era stato promesso Jekyll e invece ho avuto Hyde. Poiché ti amo sarei rimasto Hyde per tutto l'anno e avrei fatto tutto quello che voleva stare con Jekyll per 5 di quei 5 anni ma mi hai buttato via quando hai assorbito tutto ciò che di valore era rimasto di me.
La teoria del Jim Carrey Cinematic Universe (JCCU): un personaggio, nove film, intrattenimento infinito!
E se ti dicessi che ogni personaggio iconico di Jim Carrey era in realtà la STESSA persona? Allacciati le cinture perché la teoria del JCCU (Jim Carrey Cinematic Universe) sta per portarti in un viaggio selvaggio!
Questo è un ottimo riassunto della teoria raffinata! Rivediamola ancora una volta:
Scemo & più scemo (1994): Incontra Lloyd Christmas, un autista di limousine semplice con un cuore d'oro e una particolare affinità per gli animali domestici (evidente dal suo attaccamento al furgone Mutts Cutts). Tuttavia, Lloyd è molto più di quanto non sembri.
The Mask (1994): Lloyd, nel tentativo di sfuggire alla sua esistenza mondana, scopre una maschera mistica che gli conferisce poteri straordinari, trasformandolo in Stanley Ipkiss. Questa trasformazione gli fa anche conoscere il suo fedele cane, Milo, rafforzando la sua affinità per gli animali.
Ace Ventura: Pet Detective (1994): Ispirato dal suo nuovo amore per gli animali, frutto delle sue esperienze con Milo, Lloyd/Stanley diventa Ace Ventura, un detective per animali. I suoi modi stravaganti rispecchiano quelli del suo personaggio "Mask", suggerendo che si tratti della stessa persona che naviga nella sua realtà cambiata.
The Cable Guy (1996): Incapace di riconciliarsi con il suo passato, Lloyd/Stanley/Ace (ora Chip Douglas) inizia a lavorare come installatore di cavi per rifugiarsi nella vita televisiva degli altri; la sua ossessione cresce fino a sfociare in una crisi sociale.
Se mi lasci ti cancello (2004): Traumatizzato dalle sue vite passate e disperato per la fuga, Chip (ora Joel Barish) opta per una procedura per cancellare i suoi ricordi. Spera di dimenticare completamente il suo passato, compresi gli eventi che ha vissuto come Lloyd, Stanley, Ace e Chip. Anche Milo, ora noto come Max, si sottopone alla procedura, simboleggiando il tentativo di Joel di disconnettersi dal suo passato.
The Truman Show (1998): Dopo la procedura di cancellazione della memoria, Joel/Chip è ora una tabula rasa. Ciò attira l'attenzione di Christof, un produttore televisivo che sfrutta questa opportunità per dare a Joel una nuova identità: Truman Burbank. Lo inserisce in un reality show inventato, consentendo a Joel, ora Truman, di vivere l'idilliaca vita televisiva che ha sempre desiderato.
Bugiardo bugiardo (1997): Truman, dopo essere fuggito da Seahaven, tenta di reintegrarsi nella società come Fletcher Reede, un avvocato di successo. Ancora sotto la maledizione residua della maschera, è costretto a dire la verità. Il nome di suo figlio, Max, funge da collegamento simbolico alla sua vita passata con il suo fedele cane, Milo, ora perso nella cancellazione della memoria.
How the Grinch Stole Christmas (2000): Dopo una tumultuosa carriera legale, Fletcher si ritira dalla società, trasformandosi nel Grinch e vivendo isolato sulle montagne. Qui, fa amicizia con un altro cane, che chiama anche Max, forse ricordando inconsciamente il nome di suo figlio e del suo cane perduto da tempo. La vita solitaria del Grinch con Max sulle montagne suggerisce una trasformazione sia letterale che simbolica dovuta agli effetti duraturi della maschera, sottolineando ulteriormente la connessione residua tra tutte queste identità.
Yes Man (2008): Il Grinch, dopo aver appreso il vero significato del Natale ed essere uscito dalla sua vita isolata, cerca di reintegrarsi di nuovo nella società. Ora come Carl Allen, intraprende un viaggio in cui dice "sì" a tutto, tentando di liberarsi del suo passato cinismo e di abbracciare la positività. Tuttavia, tracce del potere della maschera emergono quando diventa incapace di dire "no", ricordando l'incapacità di Fletcher di mentire in "Bugiardo bugiardo".
A Christmas Carol (2009): nonostante i suoi sforzi per ricominciare da capo, i resti delle sue vite passate e il suo periodo come Grinch portano Carl (ora Ebenezer Scrooge) a diventare un vecchio avaro e amareggiato. La trasformazione in Scrooge simboleggia una resa finale alle dure realtà della vita che ha sperimentato nel corso degli anni. Le visite spettrali che riceve riecheggiano le sue esperienze passate, fungendo da viaggio allegorico attraverso le sue vite precedenti e i loro effetti sul suo presente. La sua redenzione finale e il ritorno alla gentilezza rappresentano un ultimo tentativo di liberarsi dal suo passato travagliato.
Pertanto, questa teoria JCCU propone che questi dieci film di Jim Carrey siano interconnessi, tracciando la metamorfosi di un singolo personaggio, a partire da un umile autista di limousine, Lloyd Christmas in "Scemo e più scemo", attraverso le fasi di Stanley Ipkiss, Ace Ventura, Chip Douglas, Joel Barish, Truman Burbank, Fletcher Reede, il Grinch, Carl Allen e infine Ebenezer Scrooge. Ogni trasformazione è segnata da cambiamenti di professione, personalità e circostanze di vita, ma collegati attraverso gli effetti duraturi di una maschera mistica e del nome ricorrente "Max".
Questa teoria del complotto propone che nove film di Jim Carrey siano interconnessi, tracciando la metamorfosi di un singolo personaggio mentre lotta per sfuggire al suo passato. Iniziando come Stanley Ipkiss in "The Mask", dove acquisisce superpoteri e un cane fedele di nome Milo, il personaggio si trasforma poi in Ace Ventura, Chip Douglas, Joel Barish, Truman Burbank, Fletcher Reede, il Grinch, Carl Allen e infine Ebenezer Scrooge. Ogni trasformazione è segnata da cambiamenti di professione, personalità e circostanze di vita, ma è collegata attraverso gli effetti residui di una maschera mistica e il nome ricorrente "Max". Il filo narrativo suggerisce una lotta continua tra il desiderio del personaggio di dimenticare il suo passato e gli effetti persistenti delle sue esperienze.
C'è tutto! Da Stanley Ipkiss a Ebenezer Scrooge, vediamo l'evoluzione di un personaggio, segnata da cambiamenti di personalità, professione e stile di vita. Queste trasformazioni sono interconnesse attraverso il potere della Maschera e un ricorrente "Max". Questa teoria intricata propone una narrazione sbalorditiva che si snoda attraverso nove film di Jim Carrey. La teoria JCCU: perché la realtà è troppo noiosa.
Dimmi cosa ne pensi, Reddit. Ti sei fatto un'idea strabiliante o sono solo io che vedo cose?
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