Jhon Keely e la sua Macchina a propulsione energetica sconosciuta
Jhon Keely e la sua Macchina a propulsione energetica sconosciuta
Passato alla storia come truffatore, John Keely aveva forse in realtà scoperto una forza sconosciuta, oscura e spaventosa
John Worrell Keely! Alla domanda “chi era John Worrell Keely?” non c’è una vera risposta che potremmo dire definitiva, ma ce ne sono 2. Non una, non tante, ma due risposte precise che riassumono perfettamente chi è stato Keely.
Due raffigurazioni per un solo uomo, due raffigurazioni sicuramente dovute a come percepiamo il suo lavoro e la sua storia, una storia molto contrastante.
John Worrell Keely è stato un grande inventore oppure un machiavellico truffatore, ad oggi non abbiamo nessuna certezza in merito, l’unica cosa di cui possiamo essere sicuri è il suo spiccato genio, elemento indispensabile all’inventore quanto al truffatore.
John Worrell Keely è nato il 3 settembre del 1837 a Chester nel Delaware, in Pennsylvania, non distante da Filadelfia. Resta orfano nella prima infanzia e viene cresciuto dai nonni. Svolse vari lavori, tra i quali il falegname, il pittore, l’imbonitore di circo e in particolare il meccanico e il musicista componente d’orchestra, forse proprio durante queste esperienze lavorative ha maturate le intuizioni che lo hanno portato poi alle sue ricerche.
Non ci sono molte notizie che ci permettono di comprendere cosa lo abbia spinto a maturare un percorso di studi totalmente svincolato dalla comunità scientifica.
Ed è così quindi che arriviamo al 1872 quando John Keely fece un annuncio strepitoso: disse che aveva inventato una macchina che avrebbe rivoluzionato la vita, le abitudini e l’industria dell’umanità per sempre. Disse di aver scoperto una “forza” a suo dire misteriosa.
Keely sosteneva che ogni cosa è costituita, nelle sue parti più infinitesimali, da vibrazioni, un’intuizione comunque vicina a ciò che dice la teoria delle stringhe; inoltre le stesse molecole che compongono questa o quella cosa -sosteneva Keely- sono tenute assieme da una membrana anch'essa vibrante. L’energia in questione viene rilasciata dal disgregarsi di questa membrana, le ricerche di Keely miravano a trattenere questa energia per poi rilasciarla tramite vibrazioni, agendo come una sorta di risonanza tra la materia.
Ma tutto ciò, le parole che compongono la sua teoria rimasero appunto parole, fin quando non ci sarebbe stata una dimostrazione pratica. Dimostrazione che si tenne appunto 2 anni dopo, nel 1874, quando Keely il 10 Novembre invitò giornalisti, investitori, magnati e industriali nel suo laboratorio di Filadelfia al 422 di North Twentieth Street.
La testimonianza riportataci dai giornalisti presenti, racconta di una macchina costituita da una parte centrale, che identificarono come “generatore”, fatta da una sfera di bronzo contenente circa 40 litri d’acqua, dalla quale si dipanavano, attraverso delle valvole, rubinetti e tubi in lega di Oro, Argento e Platino, i quali costituivano la parte della macchina che definirono come “ricevitore”.
Questo marchingegno, alimentato esclusivamente da acqua, era capace di sollevare pesi sorprendenti, tagliare il legno e distruggere la pietra.
Altra particolarità era sicuramente data dal fatto che l’inventore utilizzava strumenti musicali per regolare, come fosse un’accordatura, ed attivare la macchina.
Sorprendente era il fatto che quando, una volta trovata la nota che attivava il tutto, i pesi fluttuavano e rimanevano sospesi anche dopo che il suono era terminato, solo nel momento in cui lo strumento musicale produceva una nota di tonalità differente, era possibile vedere i pesi smettere di lievitare. Come se la macchina di Keely sintonizzasse la materia su una frequenza che permetteva la lievitazione alterando la normale vibrazione della materia stessa.
Siamo alle soglie del ventesimo secolo, un periodo ricco di innovazioni strabilianti, l’umanità è stimolata dalla nascita di nuove invenzioni, l’uomo con i suoi pregi e difetti, con la sua speranza e i suoi capitali sta entrando nella nuova era industriale. La dimostrazione della macchina “hydro-pneumatic pulsating vacuo-motor engine” ovvero il “motore vuoto idro pneumatico pulsante” -era questo il nome che John Keely aveva dato alla sua invenzione- incontra l’interesse di tutti coloro i quali assistettero alla sua presentazione.
I magnati dell’industria non si lasciarono sfuggire quest'occasione, Keely aveva trovato i suoi finanziatori. Da quel 10 novembre del 1874 alla fondazione della Keely Motor & Co. il passo è breve.
Keely aveva ora la possibilità di intensificare le sue ricerche, le quali miravano a realizzare dispositivi sempre più potenti e sempre più piccoli e pratici.
Fin qui la storia di Keely è simile a quella di molti altri rinomati scienziati ed inventori di indiscussa fama, e ciò che accadde da questo momento in poi a fare la differenza, a fare di Keely un soggetto fuori dall’ordinario.
Negli anni che seguirono la Keely Motor sviluppò prototipi su prototipi, senza mai rilasciare un vero e proprio prodotto vendibile, anche perché i macchinari sembravano funzionare solo in presenza del loro inventore.
Abbiamo quindi da un lato un consiglio di amministrazione composto appunto dai finanziatori e dall’altro il solo Keely, che prende sempre più le fattezze di un genio alienato. Non posso spingermi fino a definirlo scienziato pazzo, in quanto conservò sempre quel suo carisma che lo aveva caratterizzato da giovane e che costò milioni di dollari ai suoi investitori.
Gli anni passavano e il consiglio di amministrazione, un tempo composto da sostenitori di Keely, diventava sempre più scettico e diffidente nei confronti dell’inventore. E così che ciclicamente, quando gli investitori sembravano sul punto di ritirare i capitali, ogni volta Keely riusciva a stupirli con un nuovo prototipo.
Non si può sbrigativamente relegare Keely al ruolo di truffatore, Specie se si contestualizzano le vicende. I finanziatori non erano dei dilettanti, operavano col supporto di esperti che controllavano i loro investimenti, e Keely non era un Prestigiatore che chiedeva soldi a fine spettacolo. è stato un vero scienziato che credeva fermamente nelle sue ricerche. Anche la Marina militare si interessò al suo lavoro, e Keely realizzò per loro un potentissimo cannone ad onde d’urto, il quale però non fu mai adottato e sviluppato perché ritenuto troppo complesso.
Nonostante i prototipi risultassero sempre più innovativi restavano prototipi in attesa di perfezionamento, il consiglio di amministrazione era insoddisfatto e ormai irritato, talmente da avviare azioni legali che avrebbero imposto a Keely di rivelare il funzionamento delle sue invenzioni. XXX
Da quel 10 novembre del 1874 e per 24 anni a seguire sono queste le dinamiche con cui Keely si rapportò al consiglio d’amministrazione e non solo, anche alla comunità scientifica. In quanto in tutti questi anni, e nonostante avesse i capannoni pieni di prototipi anche grandi quanto locomotive, l’inventore non rilasciò mai un singolo brevetto.
Quando la sentenza di un giudice stava per obbligare Keely a rivelare il principio ed il funzionamento delle sue macchine, trovandosi alle strette, l’inventore in una notte distrusse gran parte dei suoi prototipi, perdendo, questa volta in maniera praticamente irreversibile, i suoi finanziatori. L’unica persona che non l'aveva mai abbandonato e che anche in quest’occasione decise di rinnovare la fiducia fu la vedova Mrs. Clara Jessup (Jessep) Bloomfield-Moore. è doveroso precisare che tutto il denaro ricevuto dagli investitori fu speso da Keely esclusivamente per le sue ricerche.
è così che nel 1898, ancora intento nello sviluppo dell’ennesimo ultimo prototipo, Keely morì solo e povero, portando con sé interrogativi che non avranno mai risposta.
Negli anni successivi la morte, la stampa relegò Keely ad abile quanto volgare truffatore; in particolare è ancora in circolo oggi l’articolo scritto da un giornalista che presenziò allo smantellamento del laboratorio di Kelly, all’interno del quale furono trovati tubi e tiranti apparentemente occultati nelle colonne e nelle travi - ed una enorme sfera di bronzo interrata sotto il pavimento, giungendo alla conclusione che Keely non avesse scoperto mai nessuna “forza sconosciuta” ma adoperava un sistema che generava aria compressa; anche se ai tempi e per molti decenni a seguire non sarebbe esistito un congegno capace di sviluppare una spinta pari a quella mostrata dall’inventore, solo usando aria compressa.
Questa è la storia di Keely “truffatore”, ci sono però elementi che, 124 anni dopo, ancora mantengono una visione della vicenda differente.
Quello che più di tutto ha per me alimentato una storia alternativa della vicenda è l’intervento di Madame Blavatsky la quale riservò un capitolo al lavoro di Keely, e alla forza energetica utilizzata. Secondo Madame Blavatsky , al signor Keely era stato concesso il permesso di passare oltre un limite, perché ciò che inconsciamente aveva scoperto era la terribile forza siderale, chiamata Miscela (Mash Mak) dagli atlantidei , menzionata nel Ashtar Vidya. Era il “Vril” di Bulwer Lytton, la forza vibratoria che riduce in cenere centomila uomini ed elefanti; il fiabesco “Occhio di Kapilla” dei libri Indù. Una forza talmente distruttiva che in possesso di un moderno Attila ridurrebbe l’Europa al suo caotico primitivo stato in pochi giorni e senza testimoni in vita.
Tutto ciò ha una funesta assonanza con le enigmatiche parole di un altro personaggio eclettico, forse l’uomo più misterioso degli ultimi 3 o 4 secoli… Gustavo Rol <parole di Rol sulla Forza del verde e numero 5>
Questa teoria vede un Keely che, in qualche maniera, era venuto a conoscenza di qualcosa di segreto - concesso solo a pochi, le cui tracce sembrano ricorrere nella storia delle civiltà più lontane. Che si tratti della forza con cui gli antichi egizi e i Maya edificarono le piramidi, con la quale fu eretta Stone Age, costruito Machu Picchu, Tiwanaku e Gobekli Tepe. I punti di contatto tra la vicenda di Keely e i particolari che ricorrono nei racconti di culture mistiche e misteriose sono molti.
Le bussole impazzite all’accensione della macchina di Keely come le anomalie magnetiche durante gli strani fenomeni nel triangolo delle Bermuda.
L’utilizzo di suoni di strumenti a fiato per far si che le frequenze della macchina di Keely convogliassero l’energia come i fischi prodotti dai piccoli uomini venuti dalle stelle capaci di fare fluttuare enormi blocchi di pietra di cui parlavano i Maya.
La lega con cui erano fatti i componenti vibranti della macchina, Oro, Argento e Platino come la lega di cui sono fatti gli antichi Gong dei monaci tibetani, anch'essi noti per le strabilianti proprietà dalle vibrazioni generate dal loro suono.
L’incrollabile tenacia a non rivelare mai il segreto della sua scoperta, esattamente come Edward (Lidskalnen) Leedskalnin, un uomo di un metro e 50 per 55 chili di peso, che si isolò e per circa 28 anni costruì il suo castello megalitico al buio, di notte per far si che nessuno scoprisse mai il suo segreto. Come il terrore di Guglielmo Marconi, quando durante il ventennio fascista, tramite le sue ricerche, scoprì una forza al di là delle normali onde radio, con la quale realizzò il leggendario raggio della morte. E così che, spaventato dalla sua stessa invenzione, assillato dai timori, decise di recarsi in udienza dal Papa, il quale confermò le sue paure e gli suggerì di non rendere mai nota la scoperta. Cosa non facile, in quanto Marconi, ai tempi, i subiva le incessanti pressioni di Mussolini.
Parte quindi fondamentale della storia di Keely “alchimista scienziato”, è proprio la paura, il terrore correlato a questo segreto, un mistero che antiche culture hanno saputo gestire, ma che forse risulta troppo ingombrante e sconvolgente per un solo uomo, proprio come “tremenda forza” citata da Gustavo Rol.
In quest’ottica si ri-considera totalmente la vita di Keely, il quale era davvero venuto a conoscenza del mistero della forza cosmica, ed era quindi davvero il ricercatore musicista che aveva portato le vibrazioni di strumenti musicali in ottone ad un livello tecnologico ad oggi ancora sconosciuto. E così che si ipotizza che Keely, già da quel lontano giorno di novembre del 1874, aveva realizzato un macchinario funzionate in maniera abbastanza definitiva, e dopo l’apertura della Keely Motor, in meno di un anno, aveva completato il progetto e soddisfato tutte le aspettative. Ma allo stesso tempo, in un anno trascorso tra affaristi, giornalisti e militari, era maturata in Keely una paura viscerale. E così per più di 20 anni, fingendo di non aver raggiunto ancora un prototipo funzionante, lavorò nel tentativo di limitare la macchina non divulgando il funzionamento e complicando quanto più possibile i marchingegni che lo avrebbero potuto rivelare.
Questa tesi è avvalorata dal fatto che alcuni esemplari usciti fuori dalla fabbrica non hanno mai funzionato se non in presenza dell’inventore e anche è il perchè di quando, sentendosi alle strette, obbligato da a rivelare il funzionamento, Keely in una notte distrusse gran parte dei prototipi, compreso alcuni accantonati ormai da anni.
Un abilissimo Truffatore o Inventore alchimista
Questa è la storia di un uomo che è stato percepito ai suoi tempi, ora e probabilmente negli anni a venire l’opposto di ciò che era in realtà…ciò che era in realtà, però non ci è dato saperlo. Così, come il gatto di Schrodinger, finché il baule non verrà aperto l’umanità non saprà mai la verità.
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