dopo la Morte e prima della Vita - Reincarnazione - il Viaggio del Dott Michael Newton
Reincarnazione CIò CHE CI ASPETTA le ricerche del Dott. Michael Newton
L'ipnoterapia alle vite precedenti ha portato il Dott. M Newton ad indagare i ricordi dei suoi pazienti, non solo nei ricordi delle precedenti esistenze, ma soprattuto su cosa accedeva tra una vita e un'altra, letteralmente tra la morte e la rinascita. Un viaggio allucinante, affascinante, colmo di fascino e di insegnamenti che difficilmente possono essere dimostrati con metodo scientifico... ma è molto meglio così... in quanto la reincarnazione e la vita stessa ha senso solo se alcune cose, come il mistero della morte, restano ignote. Si tratta di un ignoto funzionale alla nostra esistenza.
Molte delle nozioni e degli spunti che menziono in questo contenuto provengono tutte dagli insegnamenti che ho ricevuto dalla persona che mi ha iniziato ad una differente visione, differente non perché non convenzionale, ma perché frutto di un pensiero indipendente... ovvero la donna che sono orgoglioso di chiamare Zia, un'anima che ormai da anni ha lasciato questa esistenza... AnnaMaria Colucci "Samagra"... alla quale voglio dedicare questo video -Samà... l'ho fatto pensando a te!!-, e alla quale non ho mai potuto dire addio come avrei voluto e come meritava.
Gli elementi di questa storia sono: un noto dottore psicologo statunitense, Michael Newton, l’autore di 3 tre libri diventati best seller assoluti, tradotti in ben 25 lingue; La metempsicosi, meglio conosciuta come reincarnazione, antichissimo concetto religioso per il quale l’anima immortale si incarna più e più volte nelle vite mortali di noi esseri umani; ed infine una mappa, una mappa figurativa, che racconterebbe la strada percorsa dallo spirito fuoriuscito dal corpo al momento della morte.
Michael Newton nasce in California nel 1931 e consegue il dottorato in Counseling Psychology ed il Master che lo certifica Ipnoterapeuta alla American Counseling Association di Los Angeles ricopre anche il ruolo di insegnante nella facoltà di istituti d’istruzione superiore a Los Angeles. Ma la sua vocazione è nella professione di psicoterapeuta e, anche se il suo percorso professionale inizialmente è contraddistinto dallo scetticismo, che di fatto rifiuta l’approccio ad un’ipnoterapia di regressione alle vite precedenti, molto di moda negli anni ‘50 e ‘60, il dottor Newton si troverà a percorrere e poi a tracciare la storia di questa branca, dal sapore fantascientifico, della psicologia analitica.
Il suo primo approccio all’ipnosi regressiva ad altre vite avviene tramite un paziente che manifestava continui dolori ad una spalla. Newton, dopo aver diagnosticato la natura psicosomatica del dolore, non riesce a trovarne traccia o ragione nel vissuto dell’uomo, dalla nascita fino a quel momento. Tentato ogni approccio “accademico” decide un giorno di spingersi più a fondo, oltrepassando, durante una seduta di ipnosi, i confini della vita terrena del paziente. Riesce così a scoprire il trauma all’origine del male, risalendo ad una vita precedente ed a una ferita inferta alla precedente incarnazione dell’uomo durante la battaglia di Somma nella seconda guerra Mondiale, ferita infertagli con una baionetta che gli costò la vita… la precedente vita.
Da qui Newton, pur mantenendo un approccio scientifico distaccato, non sdegnerà di oltrepassare i confini delle vite precedenti dei suoi pazienti, ma solo e quando la situazione lo richiede, riportando i dati delle sue sedute che iniziano così a configurarsi come una sorta di ricerca. Ma questo è ancora niente, quello che Newton ha fatto per tutti gli anni ‘60, l’ipnosi alle vite precedenti, era ormai pratica diffusa e consolidata anche se snobbata da una sorta di impostazione accademica, non molto diversa da quella di oggi.
La svolta avviene in un pomeriggio del dicembre dei primi anni ‘70, quando una donna in profondo stato di depressione bussa alla porta del suo studio. La signora, come molti dei pazienti di Newton, si stava per affidare alla ipnoterapia regressiva come ultima spiaggia, dopo aver provato tutte le pratiche convenzionali presso altri psicoterapeuti, i quali erano giunti alla conclusione che il suo stato di depressione deriva da una precisa sensazione e situazione. La donna sognava spesso, quasi ogni notte, di essere con i suoi amici, queste presenze la tenevano in uno stato di grazia, dal quale, alla fine del sogno veniva strappata, allontanata dai suoi amici la pace interiore si tramutava in un’angoscia assoluta e totale.
Quando Michael Newton le chiede se fossero amici d’infanzia, o di scuola, o conosciuti in età adulta, la donna gli confessa di non averli mai incontrati di persona, nel mondo reale, ma solo nel sogno ricorrente, notte dopo notte, oramai da anni. Di certo Newton si aspettava una situazione del genere, e di risposta anche la donna sapeva di essersi rivolta ad uno specialista del campo, così il punto d’arrivo dei suoi colleghi diventa il punto d’inizio del dottor Newton, il quale intraprende con la donna le svariate sessioni di ipnosi regressiva. In questa sede, dopo diverse sedute, il terapeuta individua due di questi “amici” nelle diverse vite precedenti della donna, la quale, sempre in stato di profonda trance replicherà al dottore che si sta sbagliando, che non sono solo due, ma molti di più e, soprattutto, sono tutti insieme, con lei. Newton allora azzarda una domanda, una domanda che non aveva mai fatto a nessuno e che cambierà la sua vita e traccerà il suo percorso di ricerca, chiede così alla donna se ci fosse mai stato un tempo in cui lei era assieme a tutte le sue persone amiche, la donna rispose affermativamente, così proseguendo Newton le disse di andare ora a quel tempo e ricordare… in quel momento un’espressione di totale serenità si dipinse sul volto della donna, che per la prima volta dopo tanto tempo finalmente rivelava un sorriso che spezzava i lunghi anni di profonda depressione. Quando incalzando Newton le chiese: “Dove ti trovi?”, la risposta secca e immediata della donna fu: “Nel mondo spirituale!”
E così, se per la donna si prospettava uno scenario di guarigione, per Newton si apriva un mondo di domande, certo di dubbi ma anche di una gran voglia di scoperte.
Poiché da quel giorno il dottor Michael Newton, come un moderno Magellano della mente, si imbarcò per un lungo, tortuoso, ma anche affascinante e a tratti allucinante, viaggio dentro e oltre la morte e l’anima. Viaggio dal quale, proprio come un solitario esploratore, ne ritornerà, 35 anni dopo e 7000 casi analizzati, con in mano una mappa, la descrizione delle strade e dei percorsi che l’anima deve o vuole compiere dopo la morte e prima della sua reincarnazione.
quando il corpo muore l’anima si distacca da esso per raggiungere il mondo degli spiriti, il luogo in cui la paziente di Newton ricordava un’esistenza con quelli che ora possiamo identificare come anime gemelle. Poiché un’anima gemella non è solo strettamente un individuo, l’uomo o la donna di cui ci innamoriamo e con cui decidiamo di condividere la vita, ma possono essere un nostro cugino, genitore, un nonno o una zia, può essere un nostro amico, con il quale sentiamo di condividere un’intesa speciale. È spesso possibile anzi che un’anima gemella sia stata, nelle nostre vite precedenti, tutte queste cose. La persona di cui oggi siamo innamorati potrebbe essere il nonno che anni fa ci ha visto nascere, e noi per lui potremmo essere il nipotino ed essere stati l’amico di caserma con cui ha condiviso la guerra. Poiché le anime tendono a viaggiare assieme, in parallelo, incontrandosi e riscoprendosi ogni volta. Questi gruppi, dei quali Newton è addirittura arrivato ad individuare il numero di unità che li comporrebbero, che oscillerebbe tra gli 8 ed i 15, sono riuniti per compiere uno scopo comune per il quale continuano a reincarnarsi e collaborare, e spesso contraddistinte da un livello uguale. Newton ha infatti identificato principalmente 3 livelli di evoluzione animica, ovvero: i Principianti, anime che non sono più giovani di altre anime ai livelli superiori, ma che comunque continuano a reincarnarsi più e più volte, continuamente, non riuscendo ad adempiere al loro compito spirituale, tendono a farsi fortemente condizionare della stoto incarnato, dalla vita e dalla realtà della quale sono talmente influenzati da non riuscire a lasciare il mondo terreno neanche al momento del trapasso, rimanendo così ancorati nell’incoscienza della loro nuova condizione, morti tra i vivi che non sanno di essere morti. Newton sostiene che le anime principianti ricoprano ben 3/quarti delle anime attualmente incarnate oggi sulla terra.
Poi abbiamo le anime Intermedie, anime che si stanno evolvendo ad uno stadio superiore ma che ancora necessitano di assimilare determinati insegnamenti, il loro scopo ad ogni vita è appunto affrontare la sfida che loro stessi si sono prefissati. In questo, Newton ha dedotto che qualsiasi sia l’ostacolo che ci si presenta, per quanto il muro alle volte ci sembra insormontabile, è comunque alla nostra portata, tale concetto è estremamente parallelo all’agio cristiano che dice che per quanto sembri insostenibile una data situazione, per quanto sia struggente il dolore che stiamo provando, Dio non ci dà mai più di quanto non possiamo sopportare, con l’unica differenza che qui, per Newton, Dio siamo noi.
Dopo le intermedie ci sono le anime Evolute, si tratta di entità che si apprestano a diventare guide, anime che non hanno più a che fare con i problemi della vita terrena. Sono anime molto antiche, sembrano essere caratterizzate, una volta incarnate, da pazienza e resilienza. Non per superare una sfida ma comunque si incarnano solitamente per una specifica motivazione, e spesso è diffondere un messaggio. Ma quasi mai sono persone di spicco o socialmente elevate, solitamente poco integrate, vivono ai margini, e diffondono il loro messaggio in maniera, solo apparentemente, silenziosa. Dopotutto, per loro, lo scopo è la diffusione del messaggio non il merito ad essa associato. Sono spesso gli uomini di mezzo della storia.
Newton aggiunse che questi erano i livelli che aveva potuto indagare in quanto incarnati in persone sulla terra, sott’intendendo l’esistenza di livelli superiori, quindi di entità che non si incarnano, o quanto meno non si incarnano in esseri umani.
Dai 7mila casi studiati da Newton e da altrettanti analizzati in team con l’aiuto di altri psicologi, la mappa del percorso ci dice che una volta morti, nel momento in cui la parte immateriale di noi abbandona il corpo, viviamo l’evento descritto largamente da quanti hanno vissuto esperienze di pre morte NDE Near Death Experience. Il tunnel di luce, la sensazione di amore ed appagamento, la vista dei nostri cari, non solo parenti, che ci hanno lasciato e che altri non sono che le entità del nostro gruppo d’appartenenza, le nostre anime gemelle. Rivediamo la nostra vita, risentiamo le sensazioni, gioie e dolori che l’hanno caratterizzata, i bivi che abbiamo imboccato, le scelte che abbiamo fatto. (Ora, prima di andare avanti bisogna sempre tener presente che la descrizione del mondo animico, attraverso paragoni con luoghi fisici e tramite le parole della lingua parlata, è intrinsecamente fallace, e mai realmente aderente, ma questi sono i mezzi a nostra disposizione, ma andiamo avanti…)
Dopo la morte fisica si raggiunge una sorta di porto, un primo approdo al mondo degli spiriti, ma quando al momento del trapasso l’anima è ancora troppo legata all’esperienza terrena, il processo viene ostacolato, incastrando l’anima tra le pieghe delle dimensioni conosciute e quelle sconosciute, alle volte nella convinzione di essere ancora vivi. Questo spiacevole stato di sospensione esistenziale solitamente accade alle anime Principianti, ma più raramente può toccare anche livelli animici più evoluti, di persone che hanno perduto la loro forma fisica lasciandosi alle spalle una questione in sospeso. E ancora, anche alle anime di coloro i quali si sono macchiati di colpe gravissime come agghiaccianti crimini, ritrovandosi così a dover trascorrere un lungo periodo in una sorta di “non luogo”, obbligati a fare i conti con la propria coscienza.
Quindi, chi dopo il periodo di sospensione e chi subito dopo il trapasso, tutte le anime approdano in quello che Newton ha indicato come “l’area di sosta”, una sorta di centro direzionale dove vengono orientate ognuna verso il proprio gruppo di appartenenza. I soggetti sottoposti a ipnosi regressiva parlano di questo luogo come uno stato di puro pensiero fatto e armonizzato da una misteriosa forza mentale. Era questo il luogo che, con molta probabilità, la donna, la prima paziente con cui Newton raggiunse il mondo delle anime, ricordava di essere stata in compagnia del suo gruppo di appartenenza i cui esseri, come tutti gli altri gruppi, tendono a incarnarsi sempre in prossimità di tempo e di luogo per essere sempre vicini ma anche per perorare un intento comune.
Una volta riunitosi, il gruppo di appartenenza si presenta al cospetto del “Consiglio degli Anziani”, questo sembra essere costituito da esseri antichissimi, i quali con grande saggezza e infinita amorevolezza analizzano e considerano l’operato sia delle singole anime che del gruppo, quindi dell’intento comune di quest’ultimo. Il consiglio non ha lo scopo di giudicare ma bensì di guidare le anime sia nella scelta di reincarnarsi che nelle sue modalità. Quando approdiamo al mondo degli spiriti siamo immersi in una sorta di benessere totale fatto di consapevolezza ed armonia, uno stato dell'essere che difficilmente vorremmo lasciare, specie alla volta del mondo degli umani fatto di dolore, sofferenza e dubbi. Ma ogni anima che non è arrivata oltre il livello di anima evoluta è soggetta a questi cicli. Ma mai siamo obbligati, nel mondo spirituale non si compiono azioni contro la volontà, credo anzi che il concetto stesso di volontà si perda nell’armonia della sensazione di esistenza comune e condivisa, fortemente ispirata dal concetto di unità, in cui io sono tutti e tutto è io. Ma, a questo punto, subentra il desiderio di evolversi e di esprimere la propria individualità, quindi entrambe pulsioni soddisfatte dall’incarnazione terrena. A questo punto sappiamo che ci stiamo per incarnare nuovamente e quale all’incirca dovrà essere la lezione, la sfida che ci interessa affrontare per maturare al prossimo livello -in questi termini sembra tutto molto vicino alle teorie che vedono l’esistenza mortale come matrix, come un videogame, il piano di una realtà artificiale, costituito da regole diverse dal piano esistenziale superiore, dove si trova la nostra vera natura, appositamente elaborato per simulare un’esperienza. una visione Antropica dove il codice di programmazione del video gioco non sarebbe nient'altro che le nostre leggi fisiche.
A questo punto, sempre col supporto della nostra guida, ci troviamo a dover effettivamente decidere in chi ci reincarneremo, chi saremo nella prossima vita. È qui che quasi tutti i sottoposti a ipnosi hanno difficoltà nel descrivere questa fase e questo luogo, il parallelismo più efficace è paragonarlo alla sala di un cinema in cui, passando in rassegna varie opzioni, abbiamo la possibilità di scegliere esattamente come, chi e dove saremo quando torneremo sulla terra. Non a caso alcuni dei bambini che ricordano una vita precedente hanno raccontato di aver visto i propri genitori da giovani e di aver scelto, tramite questa visione, di incarnarsi nel loro bambino. Una volta presa la decisione, in relazione anche alle dinamiche di gruppo del nostro gruppo d’appartenenza siamo tenuti a presentarci nuovamente al Consiglio degli Anziani con il quale viene ricapitolato un pò tutto, dal nostro resoconto karmico della vita o delle vite precedenti ai propositi individuali e collettivi, viene così rafforzata in noi la cosapevolezza dei compiti spirituali legati alla prossima incarnazione, in fine ci viene data la possibilità di partire subito oppure tornare al gruppo d'appartenenza per salutare i nostri compagni; sostanzialmente questa è l’ultima possibilità che ci viene offerta per godere, beneficiare per un’ultima volta della nostra condizione spirituale, di fatto la nostra condizione reale.


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