La Tavola Ouija oltre la morte

 


La tavola OUIJA il portale per l'Universo sconosciuto

La Ouija, tavola Spiritica, è un enigma sotto tutti i punti di vista. È forse l'unico strumento, o tecnica, capace di generare dubbi e riflessioni anche tra i più i scettici. Alla sua storia sono legati molti personaggi, episodi di natura sovrannaturale, ha influenzato vicende storiche ed è stata raccontata in romanzi, saggi, film, documentari e quant'altro.

Tavola Ouija

 

  • non usarla mai se sei solo, uno spirito potrebbe impossessarsi di te

  • non usarla in un cimitero, case infestate e luoghi teatro di tragedie

  • non fare mai domande su Dio

  • non chiedere nulla che riguardi la tua morte

  • non chiedere mai e poi mai a uno spirito un segno della sua presenza


Gli elementi di questa storia sono: l’innata curiosità umana per  la morte, una tavola di legno, un marchio di giocattoli per bambini e l’oscuro, ignoto, mondo degli spiriti…


La tavola Ouija nasce nella metà del 1800 negli Stati Uniti. Il Nord America in quegli anni era lo scenario di sanguinose battaglie. Il secolo si apre con i postumi della guerra d’indipendenza, tutta la prima metà del XIX secolo è tinta del sangue degli indiani decimati dalla voracità dell’uomo bianco e caratterizzata dalla tensione tra sudisti e nordisti che sfocerà nel 1861 nella guerra di secessione. Un conflitto combattuto con armi da fuoco, le cui tecnologie rudimentali diedero luogo a battaglie corpo a corpo, con i fronti opposti molto più ravvicinati di quanto oggi possiamo immaginare. Una guerra sanguinosa… combattuta a colpi di baionetta nel costato, di bombe artigianali, esplosioni ravvicinate e arti amputati, e di conseguenza famiglie in attesa del ritorno dei loro figli, padri e mariti spesso dichiarati dispersi sul campo. In tale clima lo spiritismo dilaga così rapidamente da non dare modo ad opposizioni e contradditori, fondendosi con il substrato culturale che in quegli anni è una brodaglia delle diverse cristianità portate dagli immigrati dal vecchio continente… anglicani, protestanti, cattolici, luterani e mormoni, ma anche ebrei e, bisogna tenerne conto, le influenze del popolo afroamericano che, anche se obbligato alla conversione cattolica, aveva conservato, celandole, fedi e credenze di antiche pratiche provenienti dal continente nero. Questo miscuglio di religioni ed il clima di inquietudine sociale, diede luogo a pratiche che rispondessero alle questioni esistenziali legate alle morte, e all’ansia delle famiglie in attesa del ritorno dei soldati al fronte. In quest’ambito le Sorelle Fox (Kate, Leah e Meggie), furono le prime spiritiste a creare una metodologia di base con la quale comunicare con l’aldilà. Si dice vivessero in una casa stregata, impaurite quanto incuriosite dai rumori prodotti dal poltergeist che infestava la loro dimora, iniziarono ad interagire con lo spirito. Una notte gli chiesero di produrre tanti battiti quanti erano gli anni al momento della sua morte… lo spirito rispose; misero a punto anche una diversa sequenza di battiti per il NO e per il Sì, che facilitasse la comunicazione, da qui ad una metodologia che impiegasse l’alfabeto al completo il passo fu breve… 

Di tentativi di transcomunicazione ne è piena la storia, a partire dalla Cina del 550 a.C., gli uomini tramite trasposizione energetica sfruttavano il movimento di un piano per comporre segni o parole di senso compiuto, un metodo però molto più simile alla scrittura automatica.

Di tale pratiche se ne parla nella scuola di Pitagora e per tutto il medio Evo. Ma per trovare traccia dell’incipit della tavola Ouija, dobbiamo arrivare alla metà dell’ottocento, quando Isaac T. Pease, influenzato proprio dal movimento spiritista delle sorelle Fox, grazie alle sue competenze di orologiaio progettò la "spiritual telegraph dial", ovvero il "quadrante telegrafico spirituale", uno strumento capace di comporre parole facendo corrispondere lettere ai battiti prodotti dagli spiriti. A quest’invenzione fa seguito lo Psicografo del musicista Adolphus Theodore Wagner, una macchina capace di cogliere i pensieri inconsci delle persone attraverso le energie psichiche che muovevano una sorta di planchette. Ma tale invenzione e quelle che da essa seguirono, non citeranno mai esplicitamente la comunicazione coi morti o col mondo del non tangibile, limitandosi alla vaga definizione di Tavola Parlante. Per arrivare alla comunicazione transpiritica si deve aspettare a quando l’eco del movimento spiritista statunitense raggiunge l’europa. È il 1857 quando Allan Kardec stravolge l’uso della tavola parlante ridefinendola “Tavola Spiritica”, tramite la quale interrogherà i defunti. Le risposte ottenute, più di mille, saranno riportate ne “Le Livre des Espirits” il Libro degli Spiriti, con il quale Kardec raggiungerà la fama.

Invitato nei circoli spiritisti di tutt’Europa Kardec entrò in contatto con uno spirito di nome Zephyr, il quale gli rivelò che il suo destino sarebbe stato diventare il portavoce dei morti in terra. Per tanto Allan Kardec negli anni che seguono non farà altro che raccogliere dati durante sedute spiritiche, colloqui con maghi e medium e presenziando a qualsivoglia esperienza di carattere spiritico. E così nel 1861 pubblicherà “Il Libro dei Medium”, una dettagliata guida alle pratiche evocative e spiritiste, in questo volume si sancisce l’uso della tavola Ouija. L’autore stravolgerà la visione della tavola parlante di Wagner, sottolineando come questo strumento non fosse un metodo per la rivelazione della psiche ma un vero e proprio canale di comunicazione con un altra dimensione. Ed è in tale circostanza e grazie a questo libro, ormai venduto in tutto l’occidente, che lo strumento cattura l’attenzione di investitori e uomini d’affari. Arriviamo così alla storia che tutti conosciamo.

È il 7 Aprile del 1880 quando Charles Wesley Kenand massone, con altri suoi confratelli, costituisce la società tramite la quale la fabbrica di giocattoli Southern Toy Company darà inizio alla produzione della tavola, sotto brevetto depositato da Elijah J. Bond.

Da qui in poi la fama della tavola spiritica crescerà inesorabilmente, venendo distribuita a livello mondiale dalla Parker Brothers e poi successivamente dalla Hasbro, il marchio che ad oggi ne detiene i diritti.

La tavola, la sua fama percorrerà la storia dalla fine del ‘800 a tutto il ‘900, permeando il tessuto culturale occidentale, attraversando le due guerre mondiali e la ricostruzione dell’Europa ridotta in macerie. 

Che si tratti dei racconti di vecchie megere di provincia o delle notti nei dormitori femminili dei collegi cattolici, la fama della Ouija prende piede come tecnica, come pratica più che prodotto in se. Sono frequenti le storie che vedono una tavola Ouija di fortuna, un foglio di quadernone con alfabeto, numeri, il SI, il NO, il GOODBAY ed un bicchierino di vetro per planchette; circola una leggenda, l'esistenza di una pratica oscura per ottenere la vera tavola degli spiriti dipingendo lettere, numeri e quant'altro su un legno ottenuto da una bara trafugata dalla sua tomba durante una notte di luna piena. 

A sancire la pericolosità della tavola Ouija è però L’Esorcista, prima il romanzo e poi il film.

La pellicola del ‘73 scuote l’intera società, inculca nel nostro immaginario collettivo la paura di diventare una potenziale vittima di possessione demoniaca. Non introduce nessun nuovo elemento ma fa molto di più, concretizza una paura che era legata a concetti più che altro astratti, concetti che sono però il monito di un educazione cristiana, una paura che richiama l’infanzia e tutta la vulnerabilità dell’innocenza che questa consegue. L’orribile escalation di terrore che vive la giovane Regan, la ragazzina protagonista de L’Esorcista, ci pone davanti al timore che se ciò può accadere ad un'anima pura e ingenua potrebbe un giorno accadere a noi. Poichè Regan è descritta in tutto e per tutto come la sintesi della bontà e della dolcezza, la sua unica colpa, l’unico neo nella vita di Regan, è l’aver “giocato”, nei giorni precedenti la possessione, con la tavola Ouija.

Ma quindi… perché la tavola Ouija è così pericolosa? Esistono moltissime pratiche esoteriche come le sedute spiritiche o tanti articoli in commercio dedicati alla divinazione come il pendolo, i tarocchi, il libro delle risposte… Perché chiunque si pronuncia in merito tende a metterci in guardia dalla tavola Ouija? Forse perché a differenza di altre pratiche la tavola Ouija funziona: Con ciò non si vogliono sminuire tutti gli altri approcci, ma riconoscere che si tratta di strumenti che necessitano di una certa preparazione, attitudine, pazienza, predisposizione d’animo e un certo approccio filosofico, mentre la Ouija ci dà riscontro senza nulla di tutto ciò, solitamente o funziona o non funziona, non necessità di preparazione e non lascia spazio all’interpretazione, se inizia la planchette si muove e si muove davvero da sola.

Pertanto la Ouija è temuta proprio perché risulta il portale sul mondo spiritico che non necessita di alcuna preparazione e identità iniziatica che, qualunque essa sia a qualunque religione possa appertenere, si configura come protezione dal male.

Il mondo spirituale ha tanti livelli che vengono identificati in base alla vibrazione, come un’evoluzione dello spirito dopo la morte, un percorso che contraddistingue gli spiriti e li colloca in un ordine gerarchico che lo stesso Kardec ha indagato nelle sue ricerche. Basse frequenze vibratorie contraddistinguono gli spiriti solitamente associati al maligno, i quali popolano i livelli più bassi del mondo spirituale. La tavola Ouija è la porta che si apre a tale mondo ma, la mancanza di una formazione e di un lavoro pregresso che alzi le frequenze di chi ne fa uso, la trasforma in un libero accesso a spiriti sinistri; inoltre l’assenza di precauzioni a barriera protettiva permette a queste entità di attaccarsi inesorabilmente agli sprovveduti che sottovalutano le potenzialità della tavola.

Tali spiriti maligni agiranno sul malcapitato privandolo delle sue energie, attaccando le sue buone vibrazioni, influenzandone la vita come un malessere generalizzato e in alcuni addirittura casi conducendolo alla pazzia. 

Per queste ragioni i medium, per entrare in contatto con spiriti di alta levatura, utilizzano tutt’altre tecniche, che agiscono come un filtro alle entità di bassa vibrazione, le quali non sempre sono subito riconoscibili, poiché mentono, imbrogliano, fingono di essere chi non sono.

Ho avuto diverse esperienze personali in merito, ero già consapevole della natura bugiarda dello spirito che si cela oltre la Ouija, ma in un'occasione mi trovai probabilmente davvero a dialogare con lo spirito di un mio defunto, una persona a cui ero molto legato, come è prassi chiesi se potevo porgergli alcune domande… speravo che la planchette si sarebbe spostata sul SI, ero cmq preparato all’evenienza che andasse sul NO, ma con mio grande stupore, la risposta fu 6… Forse sarà stata l’emozione di parlare con un morto, un mio morto, fatto sta che non rispettai quel limite e così, dopo la sesta domanda, qualcosa iniziò a cambiare… gradualmente colui con cui parlavo stava sparendo ed al suo posto un’entità menzognera si faceva sempre più strada, una strada che risposta su domanda portò la planchette a rimbalzare ossessivamente tra la Z e la O… 

…scommetto che molti sanno di cosa sto parlando, ma questo meriterebbe un approfondimento a parte.

Suggestione, fenomeno ideomotorio, menzogne e verità… Al di là di spiegazioni che sembrano il tentativo diciamo razionale di rifiutare il mondo dell'intangibile, cosa ci resta?

Cosa accade quando si usa la tavola Ouija? perché qualcosa accade… qualcosa che non si può spiegare… cosa sia la tavola Ouija, cosa rappresenti e a quali domande fondamentali può darci risposta… questo non è dato saperlo.

Per ora è testimonianza di come la società contemporanea gira le spalle a tutta una fenomenologia considerata “diversa”, considerata creduloneria, materiale buono solo per gli stolti… io non lo so.

Mi torna strano però che un portale per un’altra dimensione, la prova provata di come esista qualcosa al di là del nostro mondo tangibile, testimonianza che intellettuali e filosofi hanno ricercato per una vita dalla notte dei tempi, sia oggi un passatempo per bambini, venduto nei centri commerciali negli scaffali dei negozi di giocattoli tra il monopoli e forza4…


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