L'Enigma della Cripta della Famiglia Chase

 


le BARE ANIMATE - il Fenomeno che ha tormentato la famiglia Chase

Questa storia oltre ad essere una successione di fatti che, alla fine dell'analisi, risultano inspiegabili, è anche una storia che cela una morale, la quale si riflette sullo sfondo, sul contesto, in cui è avvenuta più che sui protagonisti che l'hanno vissuta... ma preferisco lasciare a voi la deduzione. CREDITS Sigla: @elpaso274 Immagini realizzate con AI: creator.nightcafe.studio

Ed è ben vero, Amici miei! Persino la speranza, ultima dea, arriva ad abbandonare i sepolcri; e l’oblio avvolge tutte le cose nella sua notte eterna; e un’operosa forza le trasforma continuamente; e il tempo travolge l’uomo, i suoi sepolcri, i suoi resti e tutto ciò che rimane di terra e cielo.

Parafrasi di un estratto di “all’Ombra dei Cipressi” Ugo Foscolo


Oggi racconterò la storia della cripta dei Chase. È l’inizio dell’800, il luogo le Barbados, un'isola dove sono nati alcuni dei culti più oscuri, un luogo sicuramente pieno di spiritualità -millenni di religioni animistiche e poi una brusca conversione al cristianesimo- qui sulla piccola collinetta di Oistin Bay in una cripta di famiglia in un piccolo cimitero, si sono verificati strani e inquietanti fatti, ogni volta che la cripta veniva aperta per ospitare un defunto, nulla era come sarebbe dovuto essere, le bare erano state spostate, alle volte trovate in verticale e alle volte distrutte, in sostanza puntualmente a ogni apertura un sacrilego e orrorifico caos regnava sovrano…. ma abbiamo tutta una puntata per indagare le ipotesi e gli oscuri fatti che compongono un inquietante quadro di anomalia e paranormale.


Gli elementi di questa storia sono: Una sorta di promontorio, di pochi metri più alto del mare, non molto ma quel tanto che basta per essere -per noi- un insolito posto dove collocare un cimitero, l’assolata isola Caraibica dell’arcipelago delle Antille… Barbados, ed infine un loculo, la cripta di famiglia dove i trapassati della dinastia Chase avrebbero dovuto, senza mai purtroppo riuscirci, riposare in pace per l'eternità… dalla morte alla fine dei tempi.


Le Barbados sono l’isola delle Antille più ad est, in una posizione leggermente isolata dal resto dell’arcipelago, posizione che l'ha preservata dai tumultuosi giochi di potere dei regnanti d’europa, che per secoli si sono contesi le isole Caraibiche. Le Barbados, dal tardo ‘600, ovvero da quando Re Giacomo ne rivendicò la sovranità, entrarono a far parte del regno Britannico, e così fino alla fine, fino a quando, nel 1966, non gli fu concessa l’indipendenza, che li permise di emanciparsi da colonia Inglese, ma di fatto rimanendo cmq nel Commonwealth.

Per le ricche famiglie Anglofone non fu difficile prosperare. Una volta giunti sull’isola sottrassero le terre ai nativi con la forza, e con la medesima forza e violenza prelevarono migliaia di africani dal continente nero per farne degli schiavi… un modello economico di sviluppo estremamente efficace.

Qui gli inglesi disboscarono le foreste e organizzarono immensi campi di cotone e tabacco, in stile appunto coloniale costruirono case, strade, chiese e, per ovvie esigenze, cimiteri. Le tombe degli inglesi erano tutte cripte interrate, per contrastare la furia dei tornado caraibici, in cimiteri spesso collinari per evitare i danni dell’acqua delle mareggiate.  


Tra le ricche famiglie, la più ricca era la dinastia dei Chase. Ma il Colonnello Thomas Chase, non era conosciuto solo per il suo patrimonio, era a tutti noto il suo duro carattere di indole addirittura crudele. Un uomo che nelle mura domestiche era un prepotente padre padrone, e tra i campi di cotone e nelle baracche dei suoi schiavi risultava essere un autentico mostro.

È chiaro che questo è uno dei casi in cui i soldi non fanno la felicità, e così nel 1808 i Chase vengono colpiti da un doloroso lutto, muore a soli due anni la piccola Mary Ann Maria, figlia del colonnello. Questo, non disponendo di una tomba di famiglia, acquista velocemente la cripta dalla famiglia Elliot. -Ma andiamo ora un pò indietro nel tempo- Situata nel cimitero di una chiesa parrocchiale a Oistin Bay, la tomba fu costruita dal capostipite Onorevole James Elliot nel 1724, e nel 14 maggio di quello stesso anno accolse le spoglie mortali di sua moglie Elisabeth. La tomba rimase chiusa per circa 80 anni, fino al 1807, quando fu riaperta per ospitare il corpo di Thomasina Goddard, presumibilmente una parente degli Elliot. In tale occasione, all’apertura della pesantissima lastra di marmo che ne sigillava l’ingresso, la cripta era vuota, e i resti della signora Elliot non c’erano più, come svaniti nel nulla. Era trascorso molto tempo dalla sepoltura di Elisabeth; un tempo sufficiente a dare consistenza a svariate tesi, da parassiti capaci di disintegrare bara e corpo fino a vandali predatori che avrebbero trafugato la salma, fatto sta che nessuno tra i discendenti degli Elliot volle dare eccessivo peso alla questione, preferendo quindi -in quel 1807- seppellire la congiunta Thomasina Goddard, e così andare avanti con le loro vite. 

Arriviamo all’anno successivo, il 1808. Thomas Chase acquista la cripta e, al momento di seppellire la piccola Mary Ann, decide di non disturbare il riposo dell’unica precedente inquilina, Thomasina Goddard, la quale di fatto quindi non verrà smossa dai Chase.


È l’inizio del 1812 e, l’infelice casa Chase, è nuovamente colpita da un grave lutto di una giovane donna, Dorcas, altra figlia del colonnello, sorella maggiore di Mary Ann. Le cause della morte oscillano tra la malattia e il suicidio, “si è lasciata morire” queste sono le parole con cui descrissero il suicidio della giovane. Ma in termini moderni, la quattordicenne Dorcas, muore di anoressia; probabilmente conseguenza dei comportamenti paterni. Il colonnello Thomas Chase è dipinto come l’uomo più detestabile delle Barbados, ma pur sempre un uomo, e come tale non regge il peso delle disgrazie delle quali, più o meno indirettamente, sembra essere incolpato… per tanto nello stesso anno ad agosto, il colonnello commette il suo ultimo atto di violenza, ma forse il primo autoinflitto, e si toglie la vita.

Vengono impiegati 8 uomini forzuti e in piena forma fisica per spostare la, ormai famigerata, lastra di marmo, un pregiato marmo blu proveniente dal Devonshire. Liberato l’accesso i presenti si trovano dinanzi uno spettacolo davvero inatteso… le bare erano state spostate, e non parliamo di pochi centimetri, addirittura la bara della piccola Mary Ann aveva percorso l’intera stanza per essere poi ora situata nell’angolo opposto a dove era originariamente collocata; tra le tre bare, l’unica ad aver mantenuto il suo posto fu quella di Thomasina. Dopo i comprensibili momenti di stupore, le pesanti bare furono rimessi ai loro posti; e, con la forza di 8 uomini, fu aggiunta la pesantissima bara di Thomas Chase, infine ricollocata la lastra di marmo e ripristinato il sigillo di cemento.



Nel 1816, il 25 settembre, la tomba venne riaperta, questa volta per il funerale di Samuel Brewster Ames di soli 11 mesi, figlio di un altro colone imparentato con i Chase. La malta che ricopriva la lastra era intonsa, ma all’apertura -nuovamente- i presenti restarono sbigottiti, nella piccola stanza interrata niente era come sarebbe dovuto essere, e se le bare delle due sorelle erano relativamente più leggere, la cassa che conteneva Thomas Chase, uomo di notevole stazza, era foderata di piombo, talmente pesante che, come detto in precedenza, necessitava di diversi uomini per essere spostata. Nessuna delle bare era nel suo posto originario, ad eccezione di quella della più vecchia inquilina la signora Goddard, la quale però presentava un deterioramento talmente avanzato e pronunciato da essersi disintegrata, rivelando il suo orribile e macabro contenuto. Era così la seconda volta che lo strano fenomeno si abbatteva sulle vite già martoriate della famiglia Chase, la cosa certo non poteva più essere trascurata e così tra ipotesi e teorie, fu puntato il dito verso la comunità dei negroes, gli schiavi provenienti dall’africa, i quali pochi mesi prima avevano condotto una sanguinosa rivolta contro i padroni ed i loro orribili e crudeli metodi. In sostanza si pensava ad un atto vandalico a sfregio dei trapassati della famiglia più odiata. La tesi era forzata in tutti i suoi aspetti, non solo gli eventuali rivoltosi avrebbero lasciato anche un minimo delle loro tracce, ma era noto a tutti, anche agli inglesi, che africani e creoli fossero profondamente superstiziosi, mai e poi mai si sarebbero introdotti in un cimitero di notte, già in un cimitero normale, men che meno nel cimitero di Oistin Bay, sul quale ora mai circolavano strane voci. 

Due mesi dopo, il corpo del padre del bambino di 11 mesi seppellito poco prima, Samuel Brewster Ames Senior morto durante le rivolte degli schiavi, viene condotto nella cripta dei Chase, appunto per riposare accanto al feretro del figlioletto. È così che le dicerie sul cimitero, in quest’occasione radunano una piccola folla, e visti i precedenti ormai noti a tutti, volle presenziare anche il reverendo Orderson. Il quale, prima dell’apertura, esaminò con attenzione la lastra di marmo ed il cemento che muravano l’accesso, una volta appurata l’integrità della struttura si potè procedere con la sua rimozione. Forzuti uomini scostarono la lastra e, mentre un raggio di sole timidamente iniziava ad inondare di luce la cripta, la folla di curiosi tratteneva il fiato, ciò che si presentò agli occhi quella domenica del 17 novembre 1816 fu uno spettacolo tanto assurdo quanto orribile, il sacrilego disordine regnava sovrano, le bare dei Chase erano al muro una sopra l'altra, l’unica a non essersi mossa fu quella della signora Goddard, che però era ormai totalmente marcita, vennero così ricollocate le bare dei Chase e riposte in un panno le ossa della Goddard ormai riversatesi al di fuori della cassa. Ancora una volta fu riposizionata la lastra di marmo e, con estrema cura, ripristinata la malta di cemento a chiusura della cripta. Se non di una risposta certa, la famiglia Chase e tutta l’isola di Barbados necessitava quantomeno di tesi credibili. Le superstizioni e credenze del popolo nero stavano intaccando l’ordine gerarchico sociale, così oltre la teoria dei vandali, fu avanzata quella delle piogge, tutto l’arcipelago delle Antille era caratterizzato ogni anno da fortissime piogge da settembre a novembre, era quindi possibile che l’acqua piovana inondando la cripta avrebbe fatto muovere le bare provocando quel disordine generale.

Nel 1819 un’altra parente dei Chase, Thomasina Clarke, morì e il 17 luglio la tomba venne riaperta. La storia delle “bare animate” era ormai sulla bocca di tutti, così questa volta oltre al reverendo, anche il Governatore Lord Stapleton Cotton volle presenziare. E anche questa volta i feretri e le casse che li ospitavano furono trovati in totale subbuglio, mentre le ossa della Goddard, riposte in un panno appoggiate alla parete, non si erano mosse, dettaglio che portò quindi logicamente ad escludere la tesi dell’allagamento. Il Governatore quindi si trovò obbligato ad aprire un fascicolo, L’ipogeo nei suoi 2 metri per 4 fu ispezionato accuratamente, alla ricerca di un qualche passaggio segreto o tana di animale, ma non ci furono riscontri, Il governatore dispose che la chiusura fosse eseguita scrupolosamente e con il Reverendo apposero i rispettivi suggelli ufficiali. In più questa volta, in segreto, il pavimento della cripta fu cosparso uniformemente di una finissima sabbia, che avrebbe rivelato le impronte, inequivocabile traccia della presenza di uomini.

L’indagine avviata necessitava di una conclusione, erano trascorsi già due anni, nessun Chase era deceduto nel frattempo, ma i preti della chiesa parrocchiale di Christ Church rivelarono di aver udito, in una notte d’Aprile del 1820, rumori e grida provenire dal cimitero, e tanto bastò al Governatore per autorizzare la riapertura.

Era il 18 Aprile del 1820, e questa volta le persone a presenziare erano migliaia, talmente tante da non poter essere contenute nell’intero cimitero. 

I raggi cocenti del sole ardevano in uno splendore tropicale su quel mare di forme viventi. Europei e negri, tutti ammassati nei loro vari abbigliamenti e nelle carnagioni appena meno varie, sul ciglio di una collina, con le tombe di pietra massiccia che si innalzano qua e là sopra di loro, e la vecchia chiesa che si stagliava in un solenne legame tra i vivi e i morti, rendeva la scena a stento credibile, mentre forse il suo particolare interesse era nel silenzio quasi mortale che regnava su di esso — il silenzio dell’ansia muta e del timore superstizioso. 


Da Memoirs and correspondence of field–marshal viscount Combermere (1866), vol. I pag. 391.


La suspance era altissima, e quando sia Il Governatore che il Reverendo accertarono l'integrità dei rispettivi sigilli si potè procedere con l'apertura… ma questa volta ci fu qualcosa di anomalo fin da subito. Rimossi sigilli e malta di cemento, la lastra di Marmo sembrava irremovibile. Con non poca fatica, diversi uomini riuscirono a scostare il marmo, quel poco sufficiente a permettere l’ingresso ad uno di loro… Lo spettacolo era agghiacciante, a bloccare l’ingresso era la bara di Thomas Chase, questa volta addirittura in piedi contro la lastra di marmo, nessuna delle casse da morto era dove sarebbe dovuta essere, la piccola bara della piccola Mary Ann Maria era frantumata, con il corpicino della bimba fuoriuscito in avanzatissimo stato di decomposizione, i segni alla parete confermarono che la bara era stata scagliata con brutale violenza. E per completare il quadro inspiegabile, la sabbia sul pavimento dell’ipogeo era inviolata, non vi erano tracce ne animale e men che meno umane.

La sopportazione dei Chase era ben oltre ogni limite, non c’erano risposte poichè non c’erano neanche a monte le giuste domande, l’unica soluzione possibile fu abbandonare la cripta, ricollocando i resti dei loro cari, ognuno in un diverso punto del cimitero, ma questa volta nella nuda terra. Così per i Chase si conclude questo macabro arco di tempo, più di un decennio di fenomeni paranormali. 

Ma quindi… cosa ha animato in quegli anni le bare della famiglia Chase? poichè apparte un aggressivo deterioramento del legno, la cassa della signora Goddard, l’unico defunto non appartenente alla dinastia dei Chase, non fu mai smossa dalla sua posizione. 

Oltre alle tesi che chiamavano in causa vandali mossi da sentimento di vendetta di giustizia sociale, tesi chiaramente smentita dall’indagine del Governatore, le uniche possibilità quindi sarebbero violenti movimenti tellurici, in sostanza terremoti fortissimi e strettamente circoscritti alla cripta, terremoti che avrebbero però mosso le bare senza distruggere la struttura; negli anni sono stati anche chiamati in causa gli allagamenti, dovuti alle alluvioni nella stagione delle piogge, ma anche questo, l’acqua piovana, avrebbe lasciato evidenti segni del suo passaggio….

Ma allora qual è la verità in questa storia?

Visto che negli anni sono state escluse tutte le tesi che propongono una soluzione razionale, addentrarsi nel paranormale risulta l’unica alternativa percorribile.

In situazione analoghe il noto investigatore Sherlock Holmes, personaggio nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, avrebbe detto: “Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità”


La scelta di citare Sherlock Holmes, non è casuale. E anche se la massima è perfettamente pertinente al caso

E, nella sua individualità, lo stesso Conan Doyle disse, in merito alla cripta dei Chase, che a causare gli spostamenti, non che meno i tentativi di frantumare o cmq aprire le bare, fossero state forze ancestrali e irresistibili, la cui volontà era portare i cadaveri alla terra, cenere alla cenere. Per tale ragione si sarebbero maggiormente accaniti sulle bare foderate in piombo, quali quelle della famiglia Chase, un materiale molto meno deteriorabile del legno delle bare Le Barbados sono la culla di alcuni tra i culti che dall’animismo più primordiale si sono riversati nella cultura dell’uomo moderno. Un’isola nella quale per millenni i nativi hanno adorato e temuto la natura, e che nell’arco di pochi decenni ha visto gli invasori coloni imporre la conversione al cristianesimo, il tutto condito dai riti più oscuri portati dall’Africa dagli schiavi neri.  



































































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